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Archeologia nel mantovano: Gli “Amanti di Valdaro”

Un esempio di sepoltura non tradizionale ci riporta indietro alla storia di due giovani sepolti insieme più di cinque secoli fa.

Gli Amanti di Valdaro

Quelli che oggi sono comunemente noti come gli “Amanti di Valdaro” sono un esempio di sepoltura bisoma tardoneolitica: un’immagine simbolo del Museo Archeologico di Mantova che racconta una storia di circa 5.500 anni fa.

Il termine “bisoma” indica una sepoltura all’interno della quale sono accolti due corpi, nel nostro caso due giovani che oggi ci appaiono come abbracciati.

Si tratta di una tipologia particolarmente rara di sepoltura, ancora più se si tiene conto della presenza di due soggetti di sesso opposto.

Amanti di valdaro

Amanti di Valdaro

Sulla sinistra si trova lo scheletro di una donna di età tra i 16 e i 20 anni, sulla destra un uomo tra i 18 e i 22.

Ma l’elemento davvero eccezionale è dato dalla loro posizione: affrontati, cioè rivolti nella stessa direzione, e non adagiati di profilo.

L’abbraccio che li ha resi così noti è dovuto alla decomposizione dei teli che inizialmente li avvolgevano: i due scheletri, un tempo isolati, si sono quindi sovrapposti e quasi uniti.

Secondo l’uso attestato per l’Età del Bronzo, i due corpi si trovano in posizione rannicchiata, accompagnati da un corredo funebre che include materiale normalmente deposto nei corredi funerari maschili: punte di freccia e una lama, forse di pugnale, di selce lavorata.

Amanti di Valdaro

Amanti di Valdaro – dettaglio

L’apparente abbraccio di questi due giovani li consegna al nostro immaginario come una sorta di Romeo e Giulietta del Neolitico ed è la ragione del grande “fascino” dei due scheletri, la cui vista ci commuove dal 2007, quando essi furono trovati nel corso di uno scavo in località Valdaro, alle porte di Mantova.